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#InviaggioconRonz…alla scoperta del Brabant!

Sapevate che dopo la cucina la mia più grande passione è proprio il travel? In realtà le due cose si fondono spesso, creando intrecci fatti di sapori che influenzano il mio stile culinario, aperto alla contaminazione internazionale!

Lo scorso weekend sono partito alla volta del Brabant, una regione olandese con un’identità green e moderna, riconoscibile nell’architettura, negli spazi cittadini ma anche nella cucina!

Questa regione, infatti, è una vera e propria fucina di talenti ed ha collezionato ben 21 stelle Michelin, vincendo il premio come ragione della gastronomia 2018!

 

 

Ma lasciate che vi racconti giorno per giorno questa fantastica esperienza!

 

Giorno 1

La prima tappa del viaggio è stata Eindhoven, non solo uno scalo aeroportuale per i turisti diretti ad Amsterdam, ma una città che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. I punti cardine sono indubbiamente design, focus sulla sostenibilità e buon cibo!

Il primo incontro con la cucina del Brabant è stato all”interno dell’hotel Pullman di Eindhoven Cocagne dove ho conosciuto Mark Leenders, Chef del Vestidijk 47.  Mark è un collega che ama utilizzare materie prime legate al territorio, valorizzandone i sapori con accostamenti particolari. Ho avuto il piacere di vedere da vicino il suo modo di lavorare, scambiare quattro chiacchiere sulla sua filosofia di cucina ed assaporare una gustosa colazione preparata dalle sue mani!

Per il pranzo ho fatto tappa al ristorante Tribeca (2 stelle Michelin). Qui la mano sicura ed esperta dello chef Jan Sobecki non mente: abbinamenti mai azzardati, ben equilibrati e una location davvero stilosa!

La cucina del ristorante è a vista, ed è possibile osservare all’opera la giovanissima brigata e lo chef in persona, con il quale ho anche avuto modo di interagire. Lo chef è un social addicted, istrionico e molto gentile!

Il tempo dei saluti e si passa ad un altro ristorante stellato! A due passi dal centro, immerso in una splendida macchia verde con tanto di laghetto, il ristorante “De Karpendonske Hoeve”, dove si sperimentano nuove tecnologie di food-printing 3D! In particolare ho conosciuto il mondo di Upprinting Food, una startup innovativa il cui obbiettivo è creare piatti stampati in 3D partendo da scarti alimentari. La loro mission? Contribuire alla causa per creare un mondo più sostenibile! 

Avete visto il biscotto che hanno creato con il mio logo? Pazzesco!

 

Per chiudere questa giornata incredibile alla scoperta delle eccellenze culinarie del Brabant, sono stato ospite a cena del ristorante Benz all’interno dell hotel Kazerne, una splendida oasi di design che cela un boutique hotel di 8 suite e 2 ristoranti!

Il primo di matrice italiana con pizza annessa, l’altro di “fine dining” con una chiara impronta Svedese data dal 24enne chef che lo dirige!

Giorno 2 

Sapevate che dal 1883 al 1885, Vincent van Gogh visse e lavorò a Nuenen? In questa pittoresca città ho fatto un tour sulle orme del celebre pittore! Nel Van Gogh Village Nuenen potrete conoscere la vita, l’opera e le fonti inspirazione di Van Gogh durante il suo primo periodo come pittore professionista!

Pranzo da De Lindehof (2 stelle Michelin), uno dei migliori ristoranti Olandesi ed Europei. Qui lo chef Soenil Bahadoer di origine Indiana, ha introdotto una cucina caratterizzata dall’uso di spezie e da raffinate tecniche!

Tutto da De Lindehof, è parte di uno spettacolo che va in scena ad ogni servizio!

Pomeriggio e sera visita a Den Bosch (la piccola Amsterdam del Brabant), una città fortificata dal carattere medievale dove si respira l’aria di un glorioso passato. L’attrazione che mi ha colpito di più? La cattedrale gotica di San Giovanni! In serata ho partecipato a Jazz in Duketown, un festival che attrae molti turisti ogni anno!

 

 

Giorno 3 

Prima di rientrare a casa, un’ultima visita a Tillburg, città ben curata che colpisce per la quantità incredibile di negozi e di locali dove fermarsi a mangiare o bere qualcosa. Qui si possono intravedere all’orizzonte impetuosi lavori di restyling urbanistico…

L’ultimo pranzo di questa esperienza è da Taste by Bij Dirk, piccolo bistrot sito a Den Bosch. Lo chef giovane, che ambisce sicuramente ad un riconoscimento culinario, è sulla buona strada!

In chiusura vorrei ringraziare l’ente del turismo NBTC (Ente Nazionale Olandese per Turismo e Congressi) e a Visit Brabant per avermi permesso di vivere questa tre giorni meravigliosa! Grazie Brabant, grazie Olanda, porterò per sempre con me il ricordo di questa esperienza unica!

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Progetti RonzAdvisor

RonzAdvisor: un business lunch “Al Fresco” di via Savona!

Da quando ho lanciato la nuova rubrica RonzAdvisor ho ricevuto tanti inviti di ristoratori milanesi (e non solo), tanti consigli da parte di amici e da parte vostra sui migliori posti da provare, ma stavolta, ho accettato i consigli di un fan e il suo invito per un business lunch!

Con Jacopo ho fatto visita Al Fresco di via Savona, un locale di una bellezza rustica spiazzante, un’oasi verde all’interno del quartiere Solari che rimane tra i miei preferiti a Milano.  

Il mood scelto per questa location è il “rustichic”, ovvero quel rustico curato ad hoc come mi piace definirlo. La stagione primaverile esalta alla grande il green di questo ristorante, un elemento preponderante che porta la mia mente a scollegarsi dai colori e dai ritmi della città.

Si parte subito con un aperitivo dal sapore incredibile: alici del Cantabrico in una versione con bufala pugliese con pane casereccio freschissimo ed umido. È stato subito amore!

 

Si prosegue il lunch con un piatto unico, una rivisitazione di cotoletta ( di vitello finalmente!) con insalata di farro. Forse un piatto leggermente impersonale al quale aggiungerei un tocco di sapidità, ma la cotoletta era veramente morbidissima all’interno e croccantissima all’esterno. Top!

 

Per concludere in bellezza ho scelto un babà! Un dessert non proprio Milanese ma la mano della pasticcera è gagliarda, il babà ben lievitato, profumato e la vaniglia bourbon si sente eccome. Un po’ troppo azzardato a mio avviso il rum, molto forte. Adoro il rum sia chiaro, ma il sapore era molto invasivo ed alcolico. Comunque voto OTTO d’obbligo!

Il servizio di sala nonostante la situazione all’aperto e di business lunch, mi è stato molto attento e presente.

Quest’oasi in città mi rivedrà presto ed il motivo è presto detto: hanno deliziato il mio palato con una cucina senza voli pindarici ma di gusto!

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Progetti RonzAdvisor

Il brunch americano da 5th Avenue Restaurant & Drink Milano

Secondo appuntamento con la rubrica #RonzAdvisor alla scoperta dei ristoranti di Milano e dintorni. Questa volta ho fatto tappa al 5th avenue Milano, il posto ideale per l’italiano che ha voglia di New York, dove ho provato il tradizionale brunch americano.

Vi ho già raccontato del mio periodo newyorkese come chef apprendista? Beh quello che posso dirvi è che sono stati mesi fantastici, un’esperienza professionale e di vita che porterò sempre nel cuore! Mosso da un senso di nostalgia verso la Grande Mela, domenica scorsa, sono andato con alcuni amici al 5th Avenue restaurant & drink Milano dove viene servito il tradizionale brunch americano.

Il ristorante, che si trova in pieno centro a Milano a due passi dalla fermata metro Missori e dalle Colonne di San Lorenzo, è il posto ideale per l’Italiano che ha voglia di New York!

All’ingresso mi hanno accolto Valentino e lo chef Andrea, due dei soci-proprietari, con cui ho scambiato qualche chiacchiera prima di sedermi al tavolo. Sono rimasto subito molto colpito dal loro entusiasmo travolgente nel raccontare il progetto 5h Avenue restaurant & drink Milano, un progetto che nasce dalla voglia di proporre ai Milanesi un’esperienza dal sapore internazionale unica nel suo genere.

Per questo ogni angolo del ristorante è progettato in modo che i suoi ospiti vengano avvolti da un’atmosfera che ricorda quella della grande metropoli americana, a partire dalla scelta dei quadri appesi alle pareti con immagini della città fino ai ritratti di celebri personaggi statunitensi al bancone dell’American Bar.

Targhe colorate e adesivi, conferiscono alla location un ulteriore tocco urban style che sposa perfettamente con il concept scelto! Un’ulteriore nota positiva per la musica di sottofondo, a tema con il mood del locale e che ci ha permesso di conversare a tavola senza difficoltà.

Ma è arrivato il momento di parlare di cucina e dei piatti che ho provato in questo brunch! Avendo voglia di assaggiare più specialità, ognuno di noi ha deciso di ordinare qualcosa di diverso dall’altro. Per iniziare ci è stato servito un piatto con pane tostato, pancakes, yogurt e alcune ciotoline con confetture, corn-flakes, crema di nocciole e burro d’arachidi. Un ottimo inizio per addolcire il palato prima di passare al salato! Ecco nel dettaglio cosa ho assaggiato:

Tartare Al Pacino: una tartare di manzo 100% americana! Dimenticatevi la classica fassona italiana con olio e sale perché qui troverete una versione più condita e molto saporita. Da provare!

BBQ Pork knuckle (stinco di maiale): non propriamente un piatto da brunch ma che si è dimostrato una vera sorpresa! La carne era ben cotta, morbida e molto saporita. Senza dubbio la rivelazione di questo brunch!

Eggs Benedict: un piatto che non avevo mai provato nella versione con il cheddar ma che vi consiglio di assaggiare.

Club Sandwich: un classico assoluto e chi lo sceglie non sbaglia. Probabilmente lo avrei preferito con una salsa più neutra, meno “aggressiva” ma nel complesso direi ben fatto!

Cheesecake alle fragole: il dolce giusto per chiudere questo brunch. Ottima sia la consistenza che il gusto.

Per vedere la gallery completa con le foto dei piatti clicca qui

Se siete indecisi su quali bevande ordinare per accompagnare le portate, posso dirvi che troverete un’ottima varietà di birre tipiche americane (Bud e New Yorker su tutte) oltre alla classica spremuta d’arancia. Io personalmente non ho saputo rinunciare ad un buon caffè lungo americano, proprio come faccio ogni mattina a casa!

Un piccolo consiglio finale ai proprietari per rendere la tavola ancora più da brunch: utilizzare delle tovagliette all’americana al posto della tovaglia bianca. Senza dubbio renderebbero l’atmosfera più easy e meno formale!

Se anche tu come me sei un italiano che ha voglia di New York, questo è il posto che fa per te. Il 5th Avenue restaurant & drink Milano ti aspetta per il brunch americano ogni domenica dalle 12 alle 16!

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RonzAdvisor: i miei consigli sui migliori ristoranti!

Quante volte ti è capitato di voler andare a cena fuori ed essere indeciso su quale ristorante scegliere?

Niente paura ragazzi, è capitato a tutti, persino ad uno chef come me! Per questo arriva in vostro soccorso la mia nuova rubrica RonzAdvisor! 

Di cosa parla RonzAdvisor? Ve lo racconto subito.

È un contenitore di esperienze culinarie uniche che ho vissuto personalmente nei ristoranti di Milano e dintorni e che vi consiglio assolutamente di provare!

RonzAdvisor sarà un viaggio fatto di sapori ed emozioni, uno slalom gigante tra piatti succulenti e location esclusive, dove trascorrere momenti indimenticabili all’insegna del gusto.

Pronti a seguirmi e scoprire di più? Ci vediamo sulle mie pagine Facebook e Instagram!

Guarda il primo ristorante al quale ho fatto visita cliccando qui!

 

 

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Falconeri moda: Unique People

Falconeri ha scelto personalità eccezionali, per passione e per intraprendenza, per raccontare l’unicità dei loro mondi.
I protagonisti del progetto, di cui faccio parte anche io, indossano maglie Falconeri, personalizzate con una parola chiave che descrive la loro unicità, questi personaggi condividono con Il brand valori quali creatività, ricerca, passione, tradizione e stile. Stay tuned #falconeriunique

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In cucina con Spy ogni settimana!

Ragazzi, una grandissima novità! Dal 23 giugno, ogni settimana mi troverete in edicola sul nuovo magazine Spy, il nuovo settimanale edito da Mondadori.

Ogni settimana ci sarà una mia rubrica nella sezione Cucina con le mie ricette, consigli e i miei cocktail in abbinamento! Vi aspetto tutti in edicola!

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Sapore di Nuova Caledonia

Prima di volare in Nuova Caledonia per me era il sapore delicato e dolce dei gamberi blu. Nient’altro. Non sapevo neppure dove fosse. In volo, ore e ore sospeso sul mare in mezzo al nulla, immaginavo catene di atolli e spiagge esotiche. Invece, al ritorno, è la terra quella che mi è rimasta nel cuore. Le piantagioni di vaniglia, un’orchidea fragile e difficile da coltivare, le fattorie dove si allevano cervi e selvaggina allo stato brado, la passione della gente per il rodeo, proprio come in Australia o negli Stati Uniti. E poi il sorriso dei contadini, la loro accoglienza semplice, il rispetto profondo per una terra dove la natura fa ancora tutto da sola. È un posto remoto, davvero lontano dal resto del mondo. L’isola ad esempio. È un grande atollo dove la fanno da padrone le Araucarie Columnaris, giganteschi pini che lambiscono il mare, e dove la vegetazione è spontanea. Adesso per me la Nuova Caledonia è un piatto semplice, dal gusto leggermente esotico: filetto di pesce al vapore con il cardamomo servito con purea di patate dolci e banana fritta».